"L’ Allenamento della concentrazione e della forza d’animo nello sport : la meditazione Mindfulness una possibile risorsa.", questo il titolo completo dell'interessante articolo a firma di Barbara Rossi.

 

Abstract:  

Secondo le teorie di alcuni studiosi la generazione dei “nativi digitali” sembrerebbe più esposta a manifestare criticità nello stile attentivo e nel saper affrontare le difficoltà della vita. Ipotizzando dunque l’esistenza di una relazione tra resilienza e uso costante di tecnologie “distraenti”, l’articolo propone un percorso mirato alla gestione del problema, quello della meditazione Mindfulness applicata alla Psicologia dello sport. La prima, come dimostrato da tantissime recenti ricerche, sviluppa il controllo del focus attentivo e la presenza mentale nel qui e ora; la seconda, in sincronia con la pratica della disciplina sportiva, sviluppa la consapevolezza di sé e un sè resiliente. Lo sport diventa così una opportunità di rinforzare la capacità di affrontare la vita, in tutti i suoi aspetti.

La sfida contro se stessi e contro le proprie pigrizie, una palestra sempre e ovunque a disposizione (no excuses!), economica, per allenarsi agli orari più impensati e soprattutto all’inizio della giornata (l’orario migliore per i ritmi circadiani) sono le armi vincenti dello sport indoor domestico.

Il soggetto riuscirà a prendere i ritmi degli allenamenti giornalieri, costanti seppur brevi, “scolpirà” i muscoli del suo corpo, renderà elastiche le articolazioni e forgerà la mente, sia cognitiva sia emozionale. Drive Your Mind, quindi!

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio pubblicato su Scienza&Sport n. 34, aprile-giugno 2017, alle pagine 78-83.

Gli infortuni sportivi rappresentano un fenomeno largamente diffuso a livello internazionale, tuttavia gli studi epidemiologici italiani sono pochissimi e questo ne ostacola la comprensione delle cause e la possibilità di valutare l’efficacia delle misure preventive e di stendere dei profili di rischio. Questo articolo di Monica Gatti, psicologa-psicoterapeuta e docente presso l’Università Cattolica di Brescia e l’Università E-campus, si occupa del fatto che l'infortunio spesso rappresenta una ferita non solo fisica per un atleta.

 

 

Leggi l'abstract:

L’infortunio per uno sportivo è un evento molto stressante e potenzialmente traumatico, non solo da un punto di vista fisico, ma anche psico-sociologico, fino ad arrivare allo sviluppo di un PTSD (Post Traumatic Stress Disorder). Questa componente tende tuttavia a non essere adeguatamente presa in considerazione, ostacolando quindi un pieno recupero dell’atleta. Il contributo intende proporre un modello psicocoterapeutico evidence based – l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Shapiro, 2001), - da affiancare agli altri interventi riabilitativi nel trattamento dei traumi sportivi.

 

Sul nuovo numero di Scienza&Sport, l'articolo di psicologia è dedicato al tema "I bambini e il calcio", un argomento di grande attualità. L'autrice Isabella Croce si occupa degli aspetti psicologici che caratterizzano i diversi momenti di crescita dei piccolo calciatori.

Leggi l'abstract:

Movimento, gioco, sport contribuiscono a far maturare la personalità dei bambini. Fin da quando siamo molto piccoli, la motricità ci permette di passare dalle situazioni passive a quelle attive, di interagire con ciò che ci circonda e di poterlo rappresentare mentalmente, di sviluppare legami fra un prima e un dopo (causa ed effetto), di affinare la percezione spazio-temporale. Se mettiamo i bambini nelle condizioni di sviluppare tutti i loro schemi motori di base, li aiutiamo a far crescere uno schema corporeo (la sequenza dei movimenti, conservata nel nostro cervello, che viene messa in atto quando serve, in maniera più o meno consapevole) il più completo possibile.

 

In Collaborazione