IN QUESTO ARTICOLO VIENE DESCRITTA L’AGILITY, QUALITÀ FONDAMENTALE PER IL CALCIATORE, APPROFONDENDONE LE PECULIARITÀ E LE STRATEGIE ATTE AL SUO MIGLIORAMENTO. VENGONO PRESE IN ESAME ALCUNE METODOLOGIE IN VOGA NEL MONDO DELLA PREPARAZIONE FISICA NEL CALCIO E ANALIZZATI I LIMITI E LE DISCORDANZE CON IL REALE MODELLO PRESTATIVO. SUCCESSIVAMENTE VIENE INDICATO UN METODO DI ALLENAMENTO (SOCCER AGILITY METHOD) CON DUE ESERCITAZIONI ESEMPLIFICATIVE.

L'agilità è un'importante caratteristica per gli atleti degli sport di squadra. Negli ultimi anni si è verificato un crescente interesse sui fattori che influenzano la performance di agility così come sui protocolli valutativi e le strategie di allenamento per migliorare questa qualità” (Darren, 2016). Ma che cos’è l’agilità? E soprattutto che cos’è l’agilità per un calciatore? Quando possiamo definire un calciatore agile? In che modo si può allenare questa qualità fisica, sempre che di “fisico” si stia parlando? L’obiettivo di questo excursus sull’agilità nel calcio è quello di definirne le caratteristiche principali grazie alle informazioni presenti in letteratura e successivamente di proporre una metodologia atta al suo miglioramento.

Scopri di più sul numero di ottobre: disponibile in abbonamento cartaceo e digitale.

L'articolo di Nathalie Biasolo analizza i diversi aspetti della corsa in montagna, una disciplina regolamentata dalla WMRA (Associazione Mondiale Corsa in Montagna) e dalla IAAF (Federazione Internazionale di Atletica).

LEGGI L'ABSTRACT: in questa rewiev sono stati analizzati differenti aspetti della corsa in montagna. Abbiamo studiato principalmente il valore della frequenza cardiaca, della concentrazione di acido lattico alla soglia anaerobica a differenti pendenze e una ipotesi di velocità di corsa ottimale. E’ stato preso in considerazione anche una forma di allenamento alternativo secondo i principi della biomeccanica

L'articolo di Agostino Tibaudi, uscito sul nuovo numero di S&S, parla dell'allenamento della forza per il calciatore che ha visto negli ultimi anni la proposizione di differenti metodologie e di altrettanto differenti contenuti. Ultimamente la ricerca di metodologie sempre più vicine alle richieste biomeccaniche del gioco del calcio ha spostato l’attenzione verso l’analisi di modalità organizzative nuove, sia riferite alla strutturazione della sessione di allenamento, sia riferite al monitoraggio degli effetti dell’allenamento.

Abstract

Generalmente si tende a descrivere la prestazione nel gioco del calcio come il risultato di tre aree diverse - tecnica, tattica e fisica - che insieme contribuiscono a formare le capacità specifiche del calciatore. Questo è attualmente il modello universalmente accettato, per cui l’allenamento prevede interventi per il miglioramento delle capacità in ciascuna di queste aree. Spesso, in una seduta di allenamento si osserva un momento dedicato al lavoro sulla tecnica, un momento in cui ci si concentra sui principi tattici, di reparto e di squadra e una parte in cui è previsto l'interessamento delle componenti atletiche. Sono già state fatte diverse proposte per integrare in una sola esercitazione più elementi del modello, per esempio con lo sviluppo degli small sided games. In questo articolo sono proposti alcuni mezzi di allenamento che consentono di lavorare su più compiti contemporaneamente, in modo maggiormente specifico rispetto alle partite su spazi ridotti, insieme ai concetti teorici su cui sono incentrati.

 

Sul nuovo numero di Scienza&Sport, un focus è dedicato ai prossimi Campionati del Mondo di Atletica che si svolgeranno dal 4 al 13 agosto a Londra. Antonio La Torre e collaboratori si domandano se in questo evento si assisterà a un ricambio generazionale, al passaggio di testimone tra vecchi e nuovi protagonisti.

Leggi qui l'abstract:

Londra ospita, dopo i Giochi Olimpici del 2012, un altro grandissimo evento. La particolarità è appunto quella di verificare se a questi campionati mondiali di atletica leggera si assisterà a un cosiddetto passaggio di testimone tra vecchi e nuovi protagonisti. In questo articolo si propone una riflessione da parte degli autori, su ciò che potrà avvenire, in particolare, nelle corse di mezzofondo e maratona in campo maschile e femminile. Ma il momento nel quale questo articolo viene elaborato, non permette ancora di "avventurarsi" in previsioni che abbiano dati certi a supporto.

In questo articolo, Marica Bizzi analizza la fatica mentale nello sport analizzandola attraverso i task cognitivi più utilizzati.

Abstract: la fatica mentale è causata da un lungo e intenso compito cognitivo. Nelle ricerche svolte è stata analizzata attreverso task cognitivi, cioè dei compiti che prevedono una risposta rapida a uno stimolo visivo proposto. In questo elaborato saranno indicati i task più utilizzati e analizza la fatica mentale nelle prove d'endurance e nel calcio.

I ‘’modelli di performance’’ utili per la programmazione, l’analisi e l’ottimizzazione dell’allenamento sono stati studiati per decenni, ma solo ora stanno avendo un maggior successo, grazie anche alla commercializzazione di dispositivi di monitoraggio portatili come misuratori di potenza per biciclette, sistemi GPS, cosi come software per computer facili da usare. Questo il tema dell'articolo di Valter Vio, preparatore atletico professionista, uscita sull'ultimo numero di Scienza&Sport.

Abstract: Grazie alla diffusine di dispositivi di facile utilizzo per il monitoraggio del carico è ormai possibile calcolare la potenza critica (CP) e la capacità di lavoro anaerobico (W'), due parametri utili per controllare l'allenamento di sportivi di discipline differenti. Nell'articolo l'analisi del critical power model per ciclismo, corsa e calcio.

 

"La potenza lipidica negli sport di endurance: dalla fisiologia alle applicazioni pratiche per l’allenamento" Questo il titolo completo dell'articolo di Antonio La Torre e co-autori, uscito sulla rivista n. 28 di Scienza&Sport, numero speciale dedicato ad Enrico Arcelli e che contiene molti contributi scritti da molti suoi suoi coleghi e collaboratori.

Abstract: la potenza aerobica lipidica fu definita per la prima volta dal professor Arcelli nel 1994 come capacità di consumare lipidi nell'unità di tempo. Nelle discipline di endurance, il contributo relativo dei grassi e dei craboidrati è molto variabile e dipende principalmente dall'intensità e durata dell'esercizio e la sua gestione è un fattore fondamentale per la prestazione finale. In letteratura scientifica sono stati ampiamente studiati gli effetti fisiologici delle discipline di endurance e della loro relazione con l'intensità dell'esercizio. Sono state, inoltre, analizzate diverse strategie per migliorare e massimizzare l'ossidazione degli acidi grassi durante una competizione agonistica. Pertanto, scopo di quest'articolo sarà di fare il punto della situazione attuale sulla potenza aerobica lipidica e fornire un breve riassunto su quali siano i fattori che limitano l'utilizzo degli acidi grassi a scopo energetico durante l'esercizio fisico. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA POTENZA AEROBICA LIPIDICA FU DEFINITA PER

 

LA PRIMA VOLTA DAL PROFESSOR ARCELLI NEL 1994

 

COME CAPACITÀ DI CONSUMARE LIPIDI NELLUNITÀ

 

DI TEMPO. NELLE DISCIPLINE DI ENDURANCE,

 

IL CONTRIBUTO RELATIVO DEI GRASSI E DEI

 

CARBOIDRATI È MOLTO VARIABILE E DIPENDE

 

PRINCIPALMENTE DALLINTENSITÀ E DURATA

 

DELLESERCIZIO E LA SUA GESTIONE È UN FATTORE

 

FONDAMENTALE PER LA PRESTAZIONE FINALE. IN

 

LETTERATURA SCIENTIFICA SONO STATI AMPIAMENTE

 

STUDIATI GLI EFFETTI FISIOLOGICI DELLE DISCIPLINE

 

DI ENDURANCE E DELLA LORO RELAZIONE CON

 

LINTENSITÀ DELLESERCIZIO. SONO STATE, INOLTRE,

 

ANALIZZATE DIVERSE STRATEGIE PER MIGLIORARE E

 

MASSIMIZZARE LOSSIDAZIONE DEGLI ACIDI GRASSI

 

DURANTE UNA COMPETIZIONE AGONISTICA.

 

PERTANTO, SCOPO DI QUESTARTICOLO SARÀ DI FARE

 

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE ATTUALE SULLA

 

POTENZA AEROBICA LIPIDICA E FORNIRE UN BREVE

 

RIASSUNTO SU QUALI SIANO I FATTORI CHE LIMITANO

 

LUTILIZZO DEGLI ACIDI GRASSI A SCOPO ENERGETICO

 

DURANTE LESERCIZIO FISICO.

La criostimolazione, o crioterapia total body (CTB) è una terapia rigenerativa che consiste nella breve esposizione a temperature estremamente basse in speciali camere di raffreddamento, dette criocamere, all’interno delle quali la temperatura è compresa in un range che va da -110 a -140° C. Gian Nicola Bisciotti parla sul numero di luglio di questo mezzo di recupero largamente usato dai professionisti dello sport.

Abstract:La prevenzione primaria passa anche attraverso un ottimizzazione dei mezzi di recupero che permettono di ripristinare un’omeostasi fisiologica nei brevi tempi a disposizione tra un impegno agonistico e l’altro. Infatti, se riconosciamo nella fatica una delle cause eziologiche principali delle FI, è chiaro che ogni mezzo atto ad ottimizzare il recupero fisico sia da considerarsi, a tutti gli effetti, come una mezzo preventivo. Questo articolo è   dedicato alla criostimolazione total body che, pur non essendo uno dei mezzi di recupero maggiormente utilizzati in ambito calcistico, è pur sempre, a nostro avviso, un interessante argomento di discussione ed approfondimento, oltretutto ultimamente di grande attualità.

 

IN QUESTO ARTICOLO VIENE DESCRITTA L’AGILITY, QUALITÀ FONDAMENTALE PER IL CALCIATORE, APPROFONDENDONE LE PECULIARITÀ E LE STRATEGIE ATTE AL SUO MIGLIORAMENTO. VENGONO PRESE IN ESAME ALCUNE METODOLOGIE IN VOGA NEL MONDO DELLA PREPARAZIONE FISICA NEL CALCIO E ANALIZZATI I LIMITI E LE DISCORDANZE CON IL REALE MODELLO PRESTATIVO. SUCCESSIVAMENTE VIENE INDICATO UN METODO DI ALLENAMENTO (SOCCER AGILITY METHOD) CON DUE ESERCITAZIONI ESEMPLIFICATIVE.

L'agilità è un'importante caratteristica per gli atleti degli sport di squadra. Negli ultimi anni si è verificato un crescente interesse sui fattori che influenzano la performance di agility così come sui protocolli valutativi e le strategie di allenamento per migliorare questa qualità” (Darren, 2016). Ma che cos’è l’agilità? E soprattutto che cos’è l’agilità per un calciatore? Quando possiamo definire un calciatore agile? In che modo si può allenare questa qualità fisica, sempre che di “fisico” si stia parlando? L’obiettivo di questo excursus sull’agilità nel calcio è quello di definirne le caratteristiche principali grazie alle informazioni presenti in letteratura e successivamente di proporre una metodologia atta al suo miglioramento.

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L'articolo di Agostino Tibaudi, uscito sul nuovo numero di S&S, parla dell'allenamento della forza per il calciatore che ha visto negli ultimi anni la proposizione di differenti metodologie e di altrettanto differenti contenuti. Ultimamente la ricerca di metodologie sempre più vicine alle richieste biomeccaniche del gioco del calcio ha spostato l’attenzione verso l’analisi di modalità organizzative nuove, sia riferite alla strutturazione della sessione di allenamento, sia riferite al monitoraggio degli effetti dell’allenamento.

Abstract

Generalmente si tende a descrivere la prestazione nel gioco del calcio come il risultato di tre aree diverse - tecnica, tattica e fisica - che insieme contribuiscono a formare le capacità specifiche del calciatore. Questo è attualmente il modello universalmente accettato, per cui l’allenamento prevede interventi per il miglioramento delle capacità in ciascuna di queste aree. Spesso, in una seduta di allenamento si osserva un momento dedicato al lavoro sulla tecnica, un momento in cui ci si concentra sui principi tattici, di reparto e di squadra e una parte in cui è previsto l'interessamento delle componenti atletiche. Sono già state fatte diverse proposte per integrare in una sola esercitazione più elementi del modello, per esempio con lo sviluppo degli small sided games. In questo articolo sono proposti alcuni mezzi di allenamento che consentono di lavorare su più compiti contemporaneamente, in modo maggiormente specifico rispetto alle partite su spazi ridotti, insieme ai concetti teorici su cui sono incentrati.

 

Sul prossimo numero de Il Nuovo Calcio, la rivista della nostra casa editrice dedicata al mondo del calcio, uno speciale sulla preparazione precampionato. Come tutti gli anni, in questo periodo, la maggior parte degli allenatori sta pensando alla programmazione della preparazione precampionato. Molti sono alla ricerca di tabelle, spesso preconfezionate da utilizzare con la propria squadra. Altri sono pronti a rivoluzionare quanto hanno proposto appena 12 mesi prima, convinti che ogni anno la fase iniziare deve essere diversa. Ma è davvero così? Conviene chiarire fin da subito come agire.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di luglio in edicola o in abbonamento

 

Italia, Germania, Francia e Champions League a confronto

Quante pause ci sono in una partita di calcio femminile? E in un tempo? E in ogni quarto d’ora? Quanto durano e quali sono quelle che si presentano con maggiore frequenza? C’è differenza tra l’Italia, il resto d’Europa e la Champions League? In questo lavoro proviamo a rispondere a tutte queste domande.

Il calcio e il suo modello di prestazione negli ultimi anni è stato analizzato sempre con maggior precisione, con approfondimenti relativi alla match analysis, indagini riguardanti possibili miglioramenti in riferimento a mezzi d’allenamento, tecnologie a supporto dell’allenatore e dello staff tecnico. Anche nel calcio femminile (meno che nel maschile) sono comunque aumentati gli studi a riguardo, coinvolgendo anche altri aspetti. In continuità con le analisi proposte precedentemente e nel tentativo di aumentare e di migliorare la conoscenza relativa al modello di prestazione del calcio femminile, in questo studio l’obiettivo è stato quello di indagare un aspetto fondamentale del gioco, spesso trascurato, ossia le pause e le interruzioni.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio pubblicato su Scienza&Sport n. 34, aprile-giugno 2017, alle pagine 26-34.

L'articolo di Nathalie Biasolo analizza i diversi aspetti della corsa in montagna, una disciplina regolamentata dalla WMRA (Associazione Mondiale Corsa in Montagna) e dalla IAAF (Federazione Internazionale di Atletica).

LEGGI L'ABSTRACT: in questa rewiev sono stati analizzati differenti aspetti della corsa in montagna. Abbiamo studiato principalmente il valore della frequenza cardiaca, della concentrazione di acido lattico alla soglia anaerobica a differenti pendenze e una ipotesi di velocità di corsa ottimale. E’ stato preso in considerazione anche una forma di allenamento alternativo secondo i principi della biomeccanica

Sul nuovo numero di Scienza&Sport, un focus è dedicato ai prossimi Campionati del Mondo di Atletica che si svolgeranno dal 4 al 13 agosto a Londra. Antonio La Torre e collaboratori si domandano se in questo evento si assisterà a un ricambio generazionale, al passaggio di testimone tra vecchi e nuovi protagonisti.

Leggi qui l'abstract:

Londra ospita, dopo i Giochi Olimpici del 2012, un altro grandissimo evento. La particolarità è appunto quella di verificare se a questi campionati mondiali di atletica leggera si assisterà a un cosiddetto passaggio di testimone tra vecchi e nuovi protagonisti. In questo articolo si propone una riflessione da parte degli autori, su ciò che potrà avvenire, in particolare, nelle corse di mezzofondo e maratona in campo maschile e femminile. Ma il momento nel quale questo articolo viene elaborato, non permette ancora di "avventurarsi" in previsioni che abbiano dati certi a supporto.

Giancarlo Colombo

Atletica leggera

Abstract
L’ATLETICA LEGGERA È UNIVERSALMENTE CONSIDERATA LA REGINA DELLE DISCIPLINE OLIMPICHE. PROPRIO PER QUESTO MOTIVO, SCOPO DELL’ARTICOLO SARÀ QUELLO DI FARE UN RIASSUNTO DEI PRINCIPALI AVVENIMENTI ACCADUTI DURANTE I GIOCHI OLIMPICI DI RIO 2016, SIA DA UN PUNTO DI VISTA TECNICO ATLETICO SIA DI PROGRAMMAZIONE GENERALE. I RISULTATI DI QUESTO LAVORO POTRANNO, QUINDI, FORNIRE UTILI INFORMAZIONI E SPUNTI SULL’EVOLUZIONE DELL’ATLETICA NELLO SCENARIO NAZIONALE E INTERNAZIONALE.

Dal 12 al 21 agosto si sono disputate ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro le competizioni di atletica leggera, disciplina che è considerata la “regina” delle specialità olimpiche. Prima di entrare nel merito di quanto accaduto in pista, occorre riconoscere che, dato l’elevato numero di paesi partecipanti, l’importanza di un risultato di rilievo in atletica è diverso rispetto a quello ottenuto in altri sport.

A supportare queste considerazioni, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) classifica gli sport in fasce diverse, prendendo in considerazione molti parametri, e alla fascia “A” appartiene solo l’atletica. Proprio prendendo spunto da parametri, quali, ad esempio, dati televisivi, copertura sui diversi social a cominciare da internet, spettatori presenti agli eventi, copertura mediatica e universalità degli sport, il CIO attua successivamente la ripartizione dei proventi spettanti alle Federazioni Internazionali per stabilire l’importanza di ciascuna disciplina nel panorama sportivo mondiale.

Il CIO suddivide, appunto, in 4 fasce le diverse specialità:
• gruppo A, atletica;
• gruppo B, ginnastica, nuoto, pallacanestro, ciclismo, calcio, tennis, pallavolo;
• altre due fasce con le rimanenti discipline.

A Rio, complessivamente ben 87 paesi hanno portato sul podio e quindi vinto medaglie nelle differenti discipline. Il nostro tentativo è rivolto a far comprendere quanto sia ardua l’impresa di raggiungere una finale in alcuni sport.

La medaglia conquistata nell’atletica è dunque sempre la più “valorizzata”, quella più desiderata e quella più attesa durante i Giochi Olimpici, per il suo “peso” particolare. Pochi istanti su un anello rosso possono valere la gloria eterna. È sempre stato così, fin dalle Olimpiadi del mondo antico, quando le specialità atletiche erano quelle più ambite dai partecipanti ai Giochi Olimpici e allo stesso tempo erano quelle più seguite dal pubblico. Pertanto, scopo di questo articolo sarà quello di descrivere l’andamento complessivo delle discipline dell’atletica leggera ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro.

L'articolo completo su Scienza&Sport di ottobre-dicembre, in abbonamento  e in versione digitale

In questo articolo, Filippo di Mulo, tecnico di velocità della nazionale italiana di atletica leggera, analizza la ritmica della finale dei  100 metri ai Campionati Mondiali di Atletica Leggere di Berlino, dove Usain Bolt ha stabilito il nuovo record mondaiel della distanza con 9'58".

Abstract:

L’ARTICOLO ANALIZZA LA RITMICA DI GARA SVILUPPATA DA USAIN BOLT IN OCCASIONE DELLA FINALE MONDIALE DEI 100 METRI DI BERLINO DOVE L’ATLETA GIAMAICANO HA STABILITO IL NUOVO RECORD MONDIALE DELLA DISTANZA CON 9”58. L’ANALISI RITMICA METTE IN EVIDENZA LE MODALITA’ DI SVILUPPO DEI PARAMETRI CHE CONDIZIONANO LA VELOCITA’ DI CORSA. DAI DATI RACCOLTI SI EVINCE, ALTRESI’, L’ECCELLENTE SENSIBILITA’ MOTORIA E LA SINGOLARE CAPACITA’ RITMICA DELL’ATLETA NEL GESTIRE LA DISTRUBUZIONE DELLO SFORZO E I DUE PARAMETRI CHE CONDIAZIONANO LA VELOCITA’ DI CORSA, L’AMPIEZZA E LA FREQUENZA DEI PASSI. ATTRAVERSO UNA DIFFICOLTOSA OPERAZIONE DI COMPARAZIONE TRA IL TEMPO IMPIEGATO PER OGNI FRAZIONE DI 10 METRI E IL NUMERO DI PASSI UTILIZZATO PER COPRIRE LA DISTANZA NELLO STESSO INTERVALLO DI TEMPO È STATO POSSIBILE RISALIRE, MOLTO VEROSIMILMENTE, ALLA LUNGHEZZA MEDIA DEI SINGOLI PASSI E ALLA FREQUENZA MEDIA SVILUPPATA PER OGNI TRATTO DI 10 METRI. I DATI RACCOLTI, IN TABELLE E GRAFICI, CHIARISCONO LA SINGOLARE MODALITA’ DI SVILUPPO DELLA VELOCITA’ DI CORSA DA PARTE DEL PRIMATISTA MONDIALE DEI 100 METRI.

 

Se uno degli obiettivi fondamentali dell’insegnamento del nuoto è il raggiungimento della competenza acquatica,ecco che per ottenere ciò bisogna partire dagli schemi motori acquatici di base. Ma di cosa si tratta? A cosa servono? E, soprattutto, quali sono? Queste le risposte che dà l'interessante articolo di Roberto Randetti, docente di teoria, tecnica e didattica degli sport natatori al corso di laurea in Scienze Motorie all'Unversità Cattolica di Milano.

Abstract

Se uno degli obiettivi fondamentali dell’insegnamento del nuoto è il raggiungimento della Competenza Acquatica ecco che per ottenere ciò bisogna partire dagli Schemi Motori Acquatici di Base. Ma cosa sono questi Schemi Motori Acquatici di Base, a cosa servono e, soprattutto, quali sono. Gli schemi motori acquatici possono essere assimilati all’alfabeto della motricità acquatica. Fondamentale risulta, dunque, la somministrazione di stimoli adeguati nella delicata fascia di età della scuola dell’infanzia e primaria, tanto più nella moderna struttura sociale che spinge sempre di più la popolazione giovanile verso un pericoloso sedentarismo. Questo breve articolo fornisce le basi per l’approfondimento di tali schemi contribuendo all’acquisizione di una terminologia comune.

 

Un interessante articolo di Roberto Randetti sulla competenza acquatica, ossia sul fatto che essere capaci di nuotare, non è solo essere capaci di muoversi ma anche di essere capaci di affrontare e gestire le varie situazioni date dall’ambiente acquatico. Saper nuotare è avere autonomia in acqua che, tradotto in altri termini, è la capacità di salvare se stesso, salvare gli altri e di utilizzare l'ambiente per il tempo libero e per praticare sport acquatici.

Abstract: dall’insegnamento del nuoto allo sviluppo della competenza acquatica: un salto di paradigma che permette di allargare gli orizzonti di tutti coloro che operano nel campo dell’insegnamento del nuoto: cosa significa saper nuotare, quali sono gli obiettivi fondamentali della nostra attività, su quali principi e leggi scientifiche si basa? Il riportare i vari argomenti attorno allo sviluppo di una Competenza Acquatica nasce dalla necessità di essere al passo con i tempi poiché il concetto di “Competenza” rientra ormai in molti campi: dall’educazione all’attività lavorativa, dalle varie professioni all’ambito motorio dove negli ultimi anni si è avuto uno sviluppo esponenziale di studi e pratiche operative che culminano nell’insegnamento per competenze e, nella fattispecie, della competenza motoria.

 

 

"La programmazione della stagione agonistica" è il titolo di un articolo di Mattia Toffolutti dedicato a una specialità sportiva in grande ascesa: il triathlon. L'autore considera alcuni aspetti spesso sottovalutati nel triathlon, in particolar modo l'allenamento della forza.

Leggi l'abstract:

In questo articolo ci soffermeremo su aspetti spesso sottovalutati nel triathlon, in particolar modo l'allenamento della forza. Infatti, spesso si tendono a svolgere grandi volumi di lavoro, soprattutto di tipo metabolico, non considerando le componenti neuromuscolari, che possono fare la differenza, ad esempio, in un finale di gara. Rilevante appare infine la consapevolezza del gesto tecnico e la coordinazione.

 

 

Giorgio D'Urbano, attuale preparatore fisico della nazionale di pallavolo senior maschile, nel numero di ottobre di Scienza&Sport parla delle caratteristiche fisiche che contradistingono il pallavolista, esaminando le diverse qualità che ne determinano il modello prestativo.

Abstract: L’articolo è un riassunto delle caratteristiche fisiche che contraddistinguono il pallavolista e delle qualità fisiche che ne determinano il modello prestativo. Si tratta di uno screening approfondito in cui l’analisi dei requisiti è completata dalla proposta delle esercitazioni specifiche atte al miglioramento di ogni singola proprietà fisica e alla performance generale. Non mancano alcuni spunti personali dell’Autore in cui vengono messi in evidenza i “cambiamenti” rispetto alla metodica tradizionale in uso nella maggior parte dei club di appartenenza degli atleti della Nazionale italiana maschile senior.

 

Sul numero 24 di Scienza&Sport, l'Editoriale di Massimo Barbolini è dedicato ai FIVB Women's World Championship 2014 che si svolgono in Italia dal 23 settembre al 12 ottobre.

 IL MONDIALE DI TUTTI

Da una settimana, in Italia, sta avendo luogo la 17ma edizione dei Mondiali femminili di pallavolo. Per quasi un mese, il nostro paese è al centro dell'attenzione, in quanto nazione ospitante del più importante appuntamento, dal punto di vista tecnico e mediatico, della pallavolo mondiale.

Quattro anni fa fu la volta dei Mondiali maschili, ora tocca all’edizione femminile, prova del grande impegno, ancora una volta, profuso dalla nostra Federazione. Ma che Mondiale sarà il primo Mondiale femminile della storia in Italia?

Sicuramente sarà il Mondiale del pubblico. Prima di tutto perché da sempre la Nazionale di pallavolo, maschile o femminile, è un incredibile polo d'attrazione per i suoi tifosi. Inoltre, la pallavolo – in special modo quella femminile – conta il maggior numero di tesserati dopo il calcio, e questo grande bacino si sposta spesso e volentieri nei palazzetti nostrani. Infine, il pubblico della pallavolo femminile è rimasto uno dei punti fermi del nostro movimento, anche dopo la partenza di molte campionesse e la scomparsa di tanti sponsor, continuando a segnare grandi presenze sugli spalti italiani.

Sarà anche un Mondiale equilibrato e spettacolare: equilibrato perché sono almeno cinque le squadre candidate alla vittoria finale; spettacolare, poiché, oltre a queste squadre ci sono altrettanti team di alto livello che daranno vita a partite di grande spessore tecnico e sarà un piacere osservarle per tutti gli appassionati. Volendo fare nomi, penso che tra Brasile, Russia, Italia, Cina e USA, uscirà il nome della squadra che salirà sul gradino più alto del podio.

Infine, sarà il Mondiale delle giocatrici, giovani o meno giovani, ma di sicuramente valore. Infatti, spesso si pensa al futuro, si apprezza chi da più spazio alle giocatrici più giovani, di prospettiva, ma alla resa dei conti, quando si arriva a un Mondiale, un appuntamento fondamentale, tutti puntano, come giusto che sia, ad avere le giocatrici migliori in quel momento, siano esse alla prima o alla quarta esperienza iridata. Prepariamoci quindi, a vedere tante atlete di valore pronte a fare la differenza indipendentemente dalla propria carta d'identità.

 

Sul numero Scienza&Sport di aprile, Maurizio Mondoni pubblica un'interessante articolo di pallacanestro dal titolo "Dai giochi di palla al minibasket", una della attività sportive più consigliate nell'età evolutiva tra i 5 e gli 11 anni. Leggi l'abstract qui sotto: 

 

 

ABSTRACT:

IL MINIBASKET È UN GIOCO-SPORT EDUCATIVO, FORMATIVO, DI MOVIMENTO, COLLETTIVO, CON LA PALLA, DI SITUAZIONE, ACICLICO, DI TIPO AEROBICO-ANAEROBICO ALTERNATO. È UNA DELLE ATTIVITÀ PIÙ CONSIGLIATE PER L’ETÀ EVOLUTIVA CHE VA DAI 5 AGLI 11 ANNI. I BAMBINI PASSANO, IN QUESTO PERIODO, CON GRADUALITÀ E NATURALEZZA DAL MOVIMENTO AL GIOCO, DALLA CORSA AGLI SCATTI, DAI COMUNI LANCI DELLA PALLA AL PALLEGGIO, AL PASSAGGIO E AL TIRO. È IMPORTANTE PRESENTARE UNA CORRETTA PROGRESSIONE METODOLOGICO-DIDATTICA DI INSEGNAMENTO CHE PARTA NON DALLA TECNICA CESTISTICA, MA DAL MODO DI GIOCARE DEI BAMBINI.

 

 

Per leggere il testo completo, abbonati a Scienza&Sport cliccando su www.storesportivi.it.

Il metodo MAC Cycling: una nuova formula di allenamento indoor cycling mirato al benessere psico-fisico di tutti, dal principiante allo sportivo agonista. Un articolo di Maria Conte pubblicato sul numero di aprile 2015.

ABSTRACT:
È ormai noto da anni che la bicicletta fa bene alla salute, purché ci si alleni con regolarità e costanza. Con l’arrivo della brutta stagione però allenarsi in bici diventa difficile. Il metodo Mac cycling è un vero e proprio allenamento che simula in palestra l’attività con la bici da corsa. È un metodo adatto a tutti (dal principiante all’atleta agonista), che si fonda su principi fondamentali: il divertimento del lavoro di gruppo e soprattutto le esigenze e il benessere psico-fisico di ogni singolo soggetto.

Sul numero di luglio, l'interessante articolo di Michele Petranzan sullo stress effettivo dei ciclisti in una grande corsa a tappe.

Leggi l'abstract:

L'ottimizzazione della condizione atletica attraverso un corretto profilo nutrizionale e di integrazione, l’intento di voler andare a perfezionare le strategie di squadra analizzando lo stato di stress effettivo degli atleti in una corsa a tappe come il Giro d'Italia, sono stati gli obiettivi di questo studio effettuato su nove ciclisti della Bardiani - CSF Pro Team al Giro 2013. Sottoposti a test di analisi bioimpedenziometrica (BIA-ACC Biotekna®), rilevazione holterECG notturna (VitalJacket®-VJ®), valutazione della qualità del sonno percepita (SitarMind® - Sitar®), sono stati altresì valutati con tomografia elettrolitica extracellulare (TomEex - Biotekna®) a inizio e nel corso della competizione.

 

 

In Collaborazione