Prevenzione, questo l'argomento dell'articolo di Mauro Testa che ci parla dell'importanza della moblità del bacino nella prevenzione degli infortuni e di come una ridotta mobilità possa alterare funzione e lunghezza di molti gruppi muscolari.

Abstract: il bacino è una struttura chiave nella valutazione biomeccanica del movimento umano. Eventuali riduzioni di mobilità possono alterare la funzione e la lunghezza di molti gruppi muscolari sia degli arti superiori che inferiori.
Descriviamo un test che analizza sia la mobilita dell’articolazione sacro iliaca sia di quella lombo sacrale e che ci permette di valutarla rispetto a quella toracica e cervicale. Usiamo nel test lo strumento del sit and reach e una pedana di pressione.

In questo articolo, Elena Casiraghi si occupa del metabolismo energetico in una partita di calcio e come migliorare l'efficienza energetica dei calciatori.

Abstract: gli sport di squadra prevedono l’esecuzione di movimenti intermittenti eseguiti ad alta intensità per un periodo prolungato (circa 1-2 ore). La prestazione in questo tipo di discipline sportive è dipendente da una combinazione di sistemi energetici di tipo aerobico e anaerobico. Entrambe sono realizzabili grazie alla presenza di glucosio a livello ematico e del glicogeno contenuto nei muscoli come principali fonti di energia. E’ il caso del gioco del calcio in cui l’ingestione dei carboidrati prima e durante la partita ha dimostrato aumentare l’efficienza dell’esercizio intermittente ad alta intensità. Al fine di garantire un aumento della performance ed una riduzione della fatica muscolare, però, è fondamentale scegliere con attenzione i carboidrati da assumere prima e durante l’esercizio ed il loro timing di consumo. In questo articolo non viene preso in considerazione l’aspetto dell’idratazione ma esclusivamente quello energetico.

Per l'ottavo anno la nostra rivista promuove il "Premio Icaro" per le migliori tre tesi in lingua italiana presentate da laureati in Scienze Motorie e Fisioterapia. 

(Foto: Italy Photo Press)

Riabilitazione

IL MODERNO MODELLO DA APPLICARE PER OTTENERE IL RITORNO ALLO SPORT DOPO INFORTUNIO SI BASA SU UN APPROCCIO BIO-PSICO-SOCIALE, DOTATO DI UNA SUA COMPLESSITÀ CHE COMPORTA NECESSARIAMENTE UN LAVORO D’ÉQUIPE. IL CONFINE TRA LA RIABILITAZIONE E IL RITORNO ALLA PRESTAZIONE DIPENDE DALLE COMPETENZE DEI SINGOLI COMPONENTI DELL’ÉQUIPE E DAGLI SPAZI A DISPOSIZIONE.

Gli infortuni sono eventi relativamente frequenti nella vita di ogni sportivo e possono manifestarsi come conseguenza di traumi diretti o indiretti. Sulla base dell’assenza dagli allenamenti e/o dalle competizioni, la gravità di un infortunio è definita attraverso un criterio temporale:

1. minima (assenza inferiore a 3 giorni);
2. lieve (assenza compresa tra 4 e 7 Le fasi del recupero funzionale giorni);
3. moderata (assenza compresa tra 1 e 4 settimane)
4. grave (assenza superiore alle 4 settimane – Fuller et al., 2006)

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Premio Icaro Enrico Arcelli 2018
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