Scarica qui il documento con il completamento delle bibliografie dei seguenti articoli del n. 51 luglio:

 

ENNIO BELLI, MICHELE BALLONI, ANTONIO LA TORRE

“L'ANDAMENTO DEI RISULTATI DI UN TEST DI SALTO DURANTE LA STAGIONE CALCISTICA SUB-PROFESSIONISTICA”

PAG. 10

MICHELE MARRO

“CALCIATORE STRESSATO. CALCIATORE INFORTUNATO?”

PAG. 18

CAROLINA BERTOLINI

“GLI EFFETTI DEL CARICO DI ALLENAMENTO SULLE PRESTAZIONI DELLE CALCIATRICI”

PAG. 30

LORENZO ALLEGRO

“COVIDE-19 E ATTIVITÀ FISICA ADATTATA”

PAG. 60

Foto: Italy Photo Press

Tennis

Partendo dal presupposto che la maggior parte dei colpi nel tennis è di natura torsionale, lo specialista americano Jeffrey Saal sottolineava come questo tipo di azione rotatoria possa danneggiare soprattutto il rachide lombare. E questo perché il tratto della colonna in oggetto consente agli arti inferiori di esprimere la massima potenza durante l’esecuzione di un particolare gesto tecnico. Un’analisi della situazione.

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Scialpinismo e il ruolo del bio-feedback tecnologico: ne parliamo sul numero di luglio-settembre di Scienza&Sport.

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IL SOGNO DI TUTTI GLI ATLETI

23 luglio - 8 agosto e 24 agosto - 5 settembre: ecco le date da segnare.

In questo numero, il direttore Ferretti dedica il suo editorale ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020. Al momento dell'uscita della rivista, la manifestazione di Tokyo è confermata, ma la pandemia – l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle – ha già giocato brutti scherzi. Manca meno di un mese all’evento per eccellenza dello sport, rimandato l’anno scorso! 

Cosa rappresentano le Olimpiadi? "Userei due parole, simbolo e sogno", scrive Ferretti, "sono simbolo di fratellanza, di pace (nei tempi antichi fermavano addirittura le guerre) e di unione. Gli sportivi di tutto il mondo si ritrovano, in una città (e non in un Paese), per competere, per confrontarsi, per “prevalere” in nome del famoso motto olimpico latino “Citius! Altius! Fortius!” (“Più veloce! Più in alto! Più forte!”).

Nelle due pagine dell'Editoriale, il direttore condivide le sue speranze per l'evento e ci offre alcune curiosità e numeri su partecipanti e discipline sportive presenti.

Ma Tokyo 2020 non è il solo evento sportivo posticipato dallo scorso anno: al momento dell'uscita di questo numero si sono appena conclusi i quarti di finale degli Europei di Calcio 2020. Scienza&Sport dedida diversi articoli al calcio con contributi di Ennio Belli-Michele Balloni-Antonio La Torre, Michele Marro, Valter Tucci, Mirko Marcolini e Carolina Bertolini. Per il running, Huber Rossi presenta il suo nuovo libro "Il manuale del running", edito dalla nostra casa editrrice; Rodolfo Lisi e Simone Cigni parlano del dolore lombare nel tennis, Marco Gidoni, invece, tratta il tema della valutazione della performance nello scialpinismo mentre Lorenzo Allegro parla del tema purtroppo sempre attuale Covid-19 e attività fisica adattata

Un argomento di grande attualità e che riguarda i meccanismi di rottura del tendine d'Achille è trattato nell'articolo di Francesco Della Villa, Filippo Tosarelli, Giammarco Magi, Matthew Buckthorpe e Alberto Grassi. Completano il numero un articolo sulla Psicologia di potenziamento, a firma di Andrea Giammaria, Lorenzo Baldassari, Elena Sgherri e Erika Betti, e le rubriche Letto e Commentato di Ermanno Rampinini e La finestra su Il Nuovi Calcio con un contributo di Giulio Sergio Roi, Ferretto Ferretti e Fabrizio Tencone.

 

 

“Rottura sottocutanea del tendine d’Achille”. Questo, come tutti ormai sappiamo, è l’esito dello sfortunato infortunio accusato da Spinazzola nel match tra Italia e Belgio valevole per i quarti di finale dell’Europeo. Ne parliamo in modo approfondito nell’ultimo numero di Scienza&Sport insieme al dottor Francesco Della Villa.

Gli infortuni al tendine d’Achille nel calcio maschile professionistico rappresentano circa il 2,5% di tutti gli infortuni, abbiamo quindi di fronte un infortunio poco frequente, ma tra i più severi, sia per la qualità di vita sia per la carriera del calciatore infortunato.

Proprio di questo tema, del tendine d'Achille e delle dinamiche di infortunio, parliamo in modo approfondito nell’ultimo numero di Scienza&Sport insieme al dottor Francesco Della Villa (Isokinetic Medical Group) che insieme al suo team ha condotto uno studio di video-analisi delle rotture del tendine d’Achille nel calcio professionistico. 

Se paragonato al body of evidence consultabile per la rottura del legamento crociato anteriore, lo studio degli infortuni al tendine d’Achille nel calcio è ancora agli albori e c’è la necessità di investire risorse per migliorare la nostra comprensione e quindi l’approccio medico sportivo alla rottura di questo tendine, sia in termini preventivi sia di trattamento. Uno dei primi passaggi fondamentali nell’aumentare la nostra conoscenza di un particolare infortunio è comprenderne il meccanismo. Lo scopo di questo studio è quello di descrivere proprio i meccanismi della rottura del tendine d’Achille nel calcio maschile professionistico al fine di gettare le basi per un migliore approccio a questo problema clinico, non frequente ma molto serio.

Tutte informazioni che possono essere utili nella creazione di programmi preventivi dedicati e nell’ottimizzazione del processo di ritorno allo sport. 

Foto: Italy Photo Press

Calcio

Il tema dell’allenamento metabolico nel calcio è affrontato confrontando le evidenze scientifiche in letteratura che propongono esercitazioni di tipo generale e specifico. Questa current opinion ha l’obiettivo di descrivere le potenzialità e i limiti di ciascuna tipologia di proposte pratiche senza individuare un’unica strada metodologica, ma ipotizzando la necessaria integrazione tra contenuti dell’allenamento.

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Scarica qui il documento con il completamento delle bibliografie dei seguenti articoli del n.50 aprile:

 

ALBERTO BOTTER, SIMONE DEBORTOLI

“ACUTE:CHRONIC WORKLOAD RATIO”

PAG. 16

AA.VV.

“L'ALLENAMENTO METABOLICO”

PAG. 42

Foto: Italy Photo Press

Calcio

Nel calcio gli infortuni possono influenzare negativamente sia la prestazione sia l’aspetto economico delle società. Gli autori Davide Pisoni, Francesco Della Villa, Filippo Tosarelli, Matthew Buckthorpe, Furio Danelon e Alberto Grassi presentano questo studio sui meccanismi di infortunio del legamento collaterale mediale del ginocchio nel calcio maschile.

L’infortunio al legamento collaterale mediale (LCM) è il più frequente tra i calciatori professionisti.

Facciamo un po' di numeri:

  • L’incidenza in gara è nove volte più alta  rispetto a quella registrata negli allenamenti 

  • Tra i professionisti, una squadra composta da venticinque giocatori può aspettarsi due infortuni del LCM a stagione

  • Nei calciatori maschi d’élite il numero medio di giorni di assenza dopo l’infortunio del LCM è di 24 giorni
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Foto: Italy Photo Press

Allenamento

Si scrive ACWR, si legge Acute Chronic Workload Ratio, ossia uno dei modelli più utilizzati per il monitoraggio dei carichi. 
Insieme ad Alberto Botter e Simone Debortoli, autori dell'articolo "Acute: Chronic Workload Ratio. Potenzialità e limiti dell'approccio" approfondiamo come un'approprata pianificazione dei carichi di allenamento rappresenti una componente fondamentale per migliorare la performance fisica e per ridurre il pericolo di infortunio.

"Acute: Chronic Workload Ratio. Potenzialità e limiti dell'approccio"

Gli infortuni sono una delle maggiori problematiche che preparatori atletici, allenatori e staff medico devono affrontare nell’intera stagione sportiva in quanto implicano una ridotta disponibilità dei giocatori infortunati (che si traduce in una diminuzione delle chances di successo per la squadra), un aumento delle recidive, oltre a costi aggiuntivi nell’economia delle società sportive.

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E sono 50!

Per festeggiare il 50° numero di Scienza&Sport riportiamo le parole che il nostro direttore Ferretto Ferretti ha voluto dedicare a questo numero speciale:

"30, 40 e… 50. Non sono numeri a caso, ma indicano le ricorrenze che abbiamo festeggiato a partire dal mese di febbraio, quando abbiamo fatto gli auguri per i suoi 30 anni a Il Nuovo Calcio. A marzo il “compleanno” è stato quello di Correre, la più anziana rivista del gruppo, mentre ora tocca alla “giovane” della casa editrice, Scienza&Sport, che non arriva certo a 50 anni, ma a 50 numeri sì. Possono sembrare pochi,in realtà sono 12 anni e mezzo di strada percorsa insieme, 13 se consideriamo il numero zero allegato a Il Nuovo Calcio di luglio 2008.

A tal proposito, avrete sicuramente notato la particolarità della copertina, atipica visto che negli ultimi anni l’abbiamo sempre dedicata a un“personaggio”: lo stupendo disegno a firma Caricaturella vuole rappresentare come la nostra attenzione sia destinata all’intero movimento dello sport. Quindi, ben vengano contributi originali – di stampo scientifico – su discipline che hanno poco spazio sui quotidiani; saranno valutati con meticolosità dal nostro comitato scientifico. Talvolta, siamo obbligati a non approfondire alcuni sport perché le “ricerche” sono davvero ridotte o inesistenti. Detto questo, voglio ringraziare proprio i coordinatori, Italo Sannicandro e Paola Vago, per la revisione sistematica degli articoli, e tutti i membri del “comitato” per il loro prezioso lavoro nel corso degli anni e per la riflessione fatta per questo anniversario: la troverete nelle prossime pagine.

Permettetemi poi un salto nel passato per un doveroso pensiero a chi ha avuto l’intuizione di una rivista di questo tipo, il “Dottore” Enrico Arcelli. L’idea di portare sul campo la ricerca scientifica con un linguaggio alla portata di tutti si è dimostrata vincente e sono davvero felice di essere riuscito prima a convincere gli editori di allora, poi a “costruire” questi 50 numeri con la redazione e tutti i collaboratori. Sono stati tanti gli autori che hanno scritto sulle nostre pagine, parecchi (almeno 15 a numero) gli articoli che hannoprovato a dare il loro contributo per l’evoluzione delle scienze motorie. Siamo orgogliosi di questo, di uscire ogni trimestre con “lavori” curati e interessanti.

Accanto agli articoli, il nostro piccolo network “scientifico” ha visto nel corso degli anni affermarsi due iniziative importanti: il premio Icaro Enrico Arcelli e il Convegno. Il primo è giunto alla sua 11esima edizione, veramente molti gli studenti di Scienze Motorie e Fisioterapiache hanno partecipato nel corso del tempo. Su tutti cito il primo vincitore, Andrea Riboli, che ha lavorato con la prima squadra dell’Atalanta.

Il convegno, invece, è giunto alla sua quinta edizione, l’ultimo è stato – causa Covid-19 – online e ha sfiorato le 400 presenze. Ma anche quelli precedenti, dal vivo, avevano visto una partecipazione di pubblico importante e relatori di fama nazionale e internazionale. L’intenzione, come sempre, è quella di proseguire in questo percorso organizzandone uno a fine anno. La sete di aggiornamento di tutti noi “addetti ai lavori” non può fermarsi davanti a niente, perché chiunque lavori nel mondo dello sport deve saper vivere nel cambiamento.

Per almeno altri 50… anni. Questo è il mio augurio!"

In Collaborazione